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Schede Coltivazioni
Ceci
Famiglia Leguminosac Specie annuale.

Il Cece ha un alto valore calorico. Il seme maturo ed essiccato è largamente consumato come minestra, come contorno, o come componente di piatti tipici ctí varie regioni.
CLIMA: temperato-caldo; non sono tollerati climi freddi, eccesivamente umidi o siccità prolungata.
TERRENO: vegeta su qualsiasi tipo di terreno, preferendo quelli sciolti, di medio impasto, siliceo-argillosi, anche poco fertili, ma sempre ben drenati per impedire ristagni d'acqua.
CONCIMAZIONE: organica prima dell'aratura
AVVICENDAMENTO: coltura da rinnovo.
CONSOCIAZIONE: si usa consociare la coltura con altre specie erbacce o arboree tra le quali, più frequentemente, granoturco, patata, fava, vite, mandorlo, olivo.
RIPRODUZIONE: per seme.

SEME: liscio o costoluto, arrotondato, con rostro più o meno accentuato, tanto da richiamare vagatnente la testa di un ariete (vedi nome specifico), giallo, rosso o nero, è racchiuso in numero di 2-3 in un legume pendente e corto. Gr 100 contengono circa 300 setni, 1 1 di seme pesa 700-800 gr.
Durata della facoltè germinativa 3-4 anni. Tempo di germogliazione e fuoriuscita della plantula dal terreno 8-10 giorni. Quantità di seme per ettaro 50-80 kg.
SEMINA: si effettua a mano o a macchina in autunno (localitè non soggette a gelate), a fine inverno o all'inizio della primavera disponendo i semi (3-4) in postarelle oppure in fila continua alla profonditè di 3-5 cm.

INVESTIMENTO: le postarelle vengono distanziate di cm 50 per 30-40, mentre nel caso di semina a file queste vengono mantenute a cm 50 e sulla fila piante a 10-20 cm.. Di conseguenza si ottiene una densitè di 50-200.000 piante per ettaro.
IRRIGAZIONE. si rende necessaria in annate particolarmente asciutte per pennettere la geri-ninazione del seme ed eventualmente anche dopo l'allegagione.
SCERBATURE e SARCHIATURE: vengono praticate 1-2 volte nell'arco dei ciclo colturale. Per la lotta alle malerbe si possono consigliare, con le dovute cautele, visto che non si è in possesso di una vasta bibliografia per questa coltura, gli stessi principi dimostratisi selettivi per pisello e fagiolo.
ALTRE OPERAZIONI COLTURALI: in alcune zone si pratica una rincalzatura.
RACCOLTA: si effettua da giugno ad agosto estirpando le piante a mano quando il seme non è ancora maturo. Queste, riunite in piccoli mucchi, si lasciano essiccare in campo o sull'aia; una volta secche si separano i semi con metodi piuttosto antiquati. Attualmente si tende ad effettuare la raccolta meccanizzata con mietitrebbie, se l'ampiezza della superficie e le eventuali tecniche colturali lo consentono (es. presenza di specie consocíata).
PRODUZIONE: piuttosto bassa, si aggira da 8 a 15 q per ettaro di seme e 10-20 q per ettaro di residui pagliosi.
CONSERVAZIONE: trattasi di granella secca e pertanto va conservata in ambienti asciutti, ventilati a temperatura di 10-15 'C come del resto per seme di fagiolo o pisello.
AVVERSITA. Crittogame: particolarmente temute sono la rabbia o antracnosi e la nebbia causate da Ascochyta rabiei o Phyllostica rabiei. Insetti: tonchi o bruchi (Callosobruchus ornatus).
VARIANTI
In coltura sono impiegate esclusivamente cuitivar a, seme giallo, ma esistono tipi a seme nero o rosso.

 
 
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