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Lattuga

Schede Coltivazioni
Lattuga
La Lattuga è considerata un'importante fonte di ferroe vitamina (B, C e provitamina A)
CLIMA: teinperato con fotoperiodo lungo. Esistono però numerose vasrianti che si adattano alle più diverse condizioni climatiche. Non sono tollerati freddi molto intensi, né prolungati periodi di caldo secco.
VARIETA' Lactuca sativa spp. acephala, Dili., Lactuca sativa spp. crispa, L., (lattuga da taglio); (lattuga cappuccia a foglia liscia); Lactuca sativa spp. angustana, All., (lattuga cappuccia a foglia crespata); (lattuga da stelo). Lactuca sativa spp. longifolia, - Famiglia Compositac (lattuga romana) Specie annuale RRW~ ogni" Lattuga cappuccia Lattuga romana
TERRENO: non sono richieste particolari caratteristiche, purché sia ricco di sostanza organica, fresco, irriguo, ben drenato per evitare ristagni d'acqua, con reazione intorno alla neutralità (pH 6-7). Sembra che per le colture estive siano da preferire terreni compatti, contrariamente a quelle invernali che gradiscono substrati tendenti allo sciolto.
CONCIMAZIONE: con un'aratura profonda 30-40 cm si interra letame o altro fertilizzante organico ben decomposto.
Dosi orientative di fertilizzanti: letame ben maturo 200-400 q per ettaro..
AVVICENDAMENTO: colture da rinnovo. t opportuno non farle seguire a mais, barbabietola, cavoli, endivia, leguminose o a sé stesse prima di 2-3 anni senza avere precedentemente sterilizzato il terreno.
CONSOCIAZIONE: negli orti di superficie limitata può avvenire con carota, cipolla, carciofo, sedano, ravanello, fragola, pomodoro, ecc.; nelle coltivazioni industriali è preferita la coltura pura.
RIPRODUZIONE: per seme.
SEME: è un frutto (achenío) di forma ovale oblunga o lineare, appiattito o leggermente arcuato, con striature longitudinali su ciascuna faccia, di colore variabile dal grigio al rnarrone, provvisto ad una estremità di pappo formato da setole denticolate. Gr 1 00 contengono 60.000-1 1 0.000 semi, 1 1 di seme pesa 400-450 gr. Durata della facoltà germinatíva 3-5 fìno a 9 anni. Tempo di germinazione e fuoriuscita della plantula dal terreno 5-10 giorni. Quantità di seme per ettaro nel caso di semina diretta 2-4 kg. Seme necessario per i m' di semenzaio gr 1-1,5. Le piante sufficienti per 1 ettaro di coltura si ricavano da 250-300 m' di semenzaio.
SEMINA: in semenzaio riscaldato o freddo in base al periodo stagionale da gennaio a settembre, preferibilmente in cubetti o piccoli contenitori. In pieno campo da gennaio a dicembre se le condizioni climatiche lo consentono. Può effettuarsi a mano o più razionalmente a macchina, a file. li seme deve essere collocato molto superficialmente e ricoperto con 0,5-1 cm di terreno.
TRAPIANTO: in pieno campo si esegue a mano o a macchina da febbraio a novembre quando le condizioni climatiche lo consentono. Le piantine da trapiantare devono avere 4-6 foglie ben sviluppate e raggiungere 5-7 cm di altezza, stadio vegetativo che si ottiene dopo circa 30-40 giorni dalla semina. Quando la semina è avvenuta direttamente nel substrato dei semenzaio è opportuno annaffiare abbondantemente lo stesso prima di procedere all'estirpa- mento delle piantine.
INVESTIMENTO: in pieno campo si mantengono distanze di cm 30-40 tra le file e sulla fila piante a cm 25-30 in modo da raggiungere una densità di 7-13 piante per mq.
IRRIGAZIONE: indispensabile subito dopo il trapianto, deve essere ripetuta più volte secondo necessità anche durante il corso della coltivazione.
SCERBATURE e SARCHIATURE: si rendono utili per arieggiare il terreno, rompere la eventuale crosta superficiale e mantenerlo libero da malerbe. Si effettuano a macchina nelle colture di vasta superficie o a mano soprattutto negli orti di piccole dimensioni ed in presenza di colture consociate.
ALTRE OPERAZIONI COLTURALI: nelle colture trapiantate è opportuno rimpiazzare le piante non attecchite, mentre nel caso di semina diretta in cam po, quando le piante hanno formato 3-4 foglie, si procede al diradamento lasciandole alle distanze volute.
A volte per le romane si attua l'imbianchimento legando le foglie nella parte alta del cespo come già ricordato per le endivie.
COLTURA PROTETTA: si effettua sotto tunnel o in serra fredda o riscalda- ta, con piantine provenienti da setnenzaio seminato da agosto ad ottobre e con trapianto da novembre a gennaio in serra o tunnel freddi e semina da settem- bre a dicembre e trapianto da ottobre a gennaio in serra o tunnel riscaldati. Nella coltura protetta le distanze tra le piante vengono ridotte nei confronti dei pieno campo in modo da avere una superiore densità di investimento per unità di superficie (cm 15-25 X cm 15-25 pari a circa 16-45 piante per m2). All'interno dell'apprestamento protettivo è opportuno che la temperatura mas- sima non superi i 16-18 'C. Sempre in coltura protetta, oltre che lattughe da cespo, vengono a volte coltiva- te lattughe da taglio, scininate piuttosto fitte (4-8 gr di seme per mq) in prose o aiuole dalle quali si ricavano 3-5 tagli come già riportato per le cicorie.
RACCOLTA: si esegue scalarinente seguendo la scalarità delle epoche di semina e nell'ambito della stessa epoca a mano a mano che i cespi raggiungono le dimensioni della cultivar di appartenenza con foglie strettamente embriciate in modo da formare un grumolo compatto. Le lattughe, con le colture protette e di pieno campo, sono presenti sui mercati per tutto l'arco dell'anno. Alla raccolta, effettuata a mano o a macchina, si recide il fittone in prossimità del colletto; raramente le piante vengono estírpate. Subito dopo la raccolta, in campo o in appositi locali, si procede alla lavorazione dei cespí (toilettatura, lavaggio, classificazione, imballo, ecc.).
PRODUZIONE: varia da 150-200 q per ettaro per le lattughe da taglio, 2ó0- 300 q per ettaro per le cappucce e 300-400 q per ettaro per le romane.
CONSERVAZIONE: il prodotto raccolto nei mesi caldi deve essere prerefri- gerato subito dopo la raccolta. La eventuale conservazione dei ce'spi si effettua in frigorifero a 0 OC ed U.R. pari al 90-95% per un periodo di 3-4 settitna- ne. La conservazione può inoltre avvenire in salamoia oppure previa essicazione, ovviamente per scopi diversi da quello principale per il quale le lattughe sono normalmente coltivate.
AVVERSITA: Crittogame: mal bianco (Peronospora o Bremia lactucae), marciume del piede durante la pennanenza delle piantine in sernenzaio (Bo- 116 trytis cinerea e Selerotinia libertiana, Rhizoctonia solani, Pythium spp., Fusarium spp.), ruggine delle foglie (Puccinia), antracnosi (Marssonina panattonia- na), cercospora (Cercospora longissima). Insetti: pidocchi delle foglie (Aphis papaveris, A. lactucae, Siphonophora sonchi, Pemphígus lactucarius), pidocchio bianco delle radici (Tychea setariae), mosca degli orti (Tipula oleracea) oltre a Trama troglodites, Pemphigus bursarius e larve ed adulti di altra specie (es. maggiolino, grillotalpa, nottuidi, ecc.). Virosi: mosaico della lattuga. Altri: lumache, limacce, topi, ecc.
 
 
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