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Melanzane

Schede Coltivazioni
Melanzane
La Melanzana è un ortaggio prevalentemente alimentare, lessata può essere consumata anche dai sofferenti di malattie gastrointestinali.
SCERBATURE e SARCHIATURE: operazioni indispensabili per arieggiare il terreno eliminando anche la vegetazione spontanea. Possono essere effettuate a mano o a macchina
ALTRE OPERAZIONI COLTUPALI: nel caso di semina in semenzaio o in pieno campo, quando le piante hanno raggiunto 5-10 cm di altezza con 2-3 foglie, si procede al diradamento lasciandole alla distanza voluta. Quattro o cinque giorni dopo il trapianto si provvederà a sostituire le piante non attecchite; successivamente si pratica una rincalzaturaà
CLIMA: temperato caldo.
TERRENO: medio impasto o tendente allo sciolto, fresco, ricco di sostanza organica con pH compreso tra 6,7 e 7,2. 1
CONCIMAZIONE: organica interrata con m'aratura profonda 30-50 cm,
Dosi orientative di fertilizzanti: letame 200-400 q per ettaro
AVVICENDAMENTO. pianta da rinnovo che in pieno campo apre la rota- zione.
CONSOCIAZIONE: la melanzana, per le caratteristiche vegetative della pianta e per le continue e numerose cure che richiede, non si presta ad essere consociata. In colture di limitata estensione superficiale si osserva tuttavia che la pratica è a volte attuata con insalata, fìnocchi, cavoli o altre specie che vengono raccolte prima che le piante di melanzana abbiano raggiunto il pieno sviluppo.
RIPRODUZIONE: per seme.
SEME: contenuto nella parte centrale e per tutta la lunghezza in bacche di varia forma, colore e dimensione, si presenta reniforine, appiattito, giallastro e liscio. Gr. 100 contengono circa 25.000 semi, 1 1 di seme pesa gr. Durata della facoltà gerininativa 5-7 anni. Tempo di germogliazione e fuoriu- scita della plantula dal terreno 10-15 giorni. Quantità di seme per 1 m' di semenzaio gr 1-2. Per semina diretta in campo: a fila continua 3-5 kg per ettaro, a postarella 1-2 kg per ettaro.
SEMINA: varia in relazione all'ambiente. In semenzaio riscaldato indicativa- mente avviene in gennaio-febbraio al sud della penisola, febbraio-marzo al cen- tro ed al nord. Il seme si distribuisce a spaglio o a file distanti 5-10 cm tra loro ed in questo caso le piantine per un ettaro di terreno si ottengono con 100 nq di semenzaio. Attualmente, al fine di rendere sempre più agevole la ripresa dopo il trapianto, si preferisce seminare in vasetti lasciando una sola pianta per vaso. In pieno campo, anche se la pratica è poco díffusa, si semina in aprile-maggio quando non si verificano più ritorni di freddo. Il seme va interrato ad 1-2 cm di profondità 
TRAPIANTO: in pieno campo si effettua a mano o a macchina dalla metà di febbraio alla prima decade di maggio procedendo dal sud al nord Italia. Le piantine vengono poste a dimora 50-60 giorni dopo la semina con 4-5 fo- glie ben sviluppate ed un'altezza di circa 15' cm.
INVESTIMENTO: i sesti d'impianto prevedono piante a cm 60-80 tra le file e cm 50-60 sulla fila in modo da ottenere una densità di 2,1-3,3 piante per 2 m .
IRRIGAZIONE: si rendono necessari numerosi interventi irrigui sia al semenzaio ogni 3-4 giorni e subito prima di estirpare le piantine da trapiantare,In alcune zone, sia in colture all'aperto che in ambiente protetto, per impedire un eccessivo sviluppo vegetativo, le piante vengono potate in modo da eliminare numerosi germogli lasciando soltanto 10-12 fiori per pianta. Si può poi procedere al taglio delle piante in agosto per facilitare l'emissione di nuovi germogli dai quali ricavare prodotto in epoca posticipata.
Prima della legagione, specie se si opera in terreni sciolti, si somministra acqua due tre volte per settimana; dopo la legagione si passa ad un solo intervento per settimana. Anche per questa coltura la distribuzione dell'acqua irrigua è opportuno effettuarla con modalità e mezzi che non prevedono di bagnare l'apparato fogliare al fìne di evitare il diffondersi di rnalattie fungine.
COLTURA PROTETTA. avviene normalmente in serra fredda o riscaldata per le produzioni fuori stagione (colture forzate), oppure sotto tunnel di varia fonna e dimensione ricoperti con film plastici, saltuariamente dotati di impianto di riscaldamento per produzioni anticipate o posticipate, oppure con mezzi meno efficaci quali campane o cappucci di plastica, frangiventi, ecc. Nelle zone più calde dei nostro Paese la semina avviene in séttembre-ottobre, in vasetti di plastica o torba posti in letto caldo, contenenti una sola pianta ed il trapianto in novembre. Procedendo verso le regioni centrali e settentrionali le semine ed i trapianti si posticipano in dicembre-gennaio e gennaio-marzo rispettivamente. In queste colture viene quasi sempre effettuata la paccíamatura del terreno, a strisce o integrale, al fìne di influenzare più intensamente la precocità di produzione. Quando le piante hanno raggiunto 50-60 cm di altezza si procede a disporre la prima coppia di fili di ferro o plastica paralleli ai lati delle file di pianto in modo da sostenerle. Ulteriori coppie (1-2) verranno poste ad altezze di 50-60 cm dalla prima, quando le piante avranno raggiunto uno sviluppo tale da rendere necessario il tutoraggio. Per favorire l'allegagione molto utili risultano trattamento ai fiori con prodotti ormonali a base di acido beta- naftossiacctico (es. Apirenol, Tomafix, Honno 7, Tomatone, Apiren, Allegan, Tomador, Super tc)inato set, Precox, ecc.) da applicare seguendo le istruzioni riportate sui contenitori. 1 sesti d'impianto sono più contenuti rispetto alle colture di pieno campo e si aggirano tra 60-80 cm tra le file e 40-50 cm sulla fila in modo da raggiun- gere una densità di 3-4 piante per m. t sempre opportuno sterilizzare il ter- reno prima dell'impianto di nuove colture.
RACCOLTA: il distacco delle bacche avviene scalarinente prima che raggiungano la maturazione completa quando la polpa è ancora soda e risulta pertanto tenera. Questa operazione inizia in marzo-aprile con le colture forzate, in maggio-giugno con le anticipate, in luglio entrano in produzione le coltivazioni di pieno campo ed in settembre quelle posticipate. Se l'andamento dei prezzi di mercato non consiglia di interrompere le raccolte, queste si protraggono per circa 2-3 mesi dall'inizio.
PRODUZIONE: varia da 300-400 a 500-600 q per ettaro di bacche rispet- tívamente per le colture in pieno campo e per quelle protette.
CONSERVAZIONE: in frigorifero a 5-10 OC ed umidità relativa dell'am- biente 85-90% la conservazione si protrae per 10-15 giorni. Risultati positivi si verificano quando le bacche sono avvolte in sacchetti di plastica inuniti di numerosi fori.
AVVERSITA: Crittógame: morie dei semenzai causate da Fusarium, Verticillium, Phytophtora, Pythium, Rhízoctonía, peronospora o mai secco (Phytophtora infestans), vaiolo (Ascochyta hortorum), necrotizzazione dei tes- suti (Phomopsis vexans), oidio (Oidiopsis taurica). Batteri: avvizzimento, ingiallimento, rachitismo (Pseudomonas solanacearum) maculatura clorotica delle foglie (Pseudomonas tabaci). Virosi: frequenti attacchi provocati da virus del mosaico. Nematodi: provocano danni alla pianta che si manifestano con stato di sof- ferenza generale (Meloidogyne incognita e Meloidogyne marioni). Insetti. dorifora sia allo stato larvale che adulto (Dorifora o Leptinotarsa de- cemlineata), tignola (Phthorimaea operculella), grillotalpa (Gryllotalpa gryllo- talpa), ciateridi (Agriotes lincatus), afidi. Aracnidi: ragnetti del genere Tetranycus. Altre: lumache, limacce, topi.
 
 
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