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Peperoni

Schede Coltivazioni
Peperoni
Famiglia Solanaceac specie piuriennale (vivace)
La distribuzione del peperone Capsicum annuum, è biennale, annuale in coltura.
Francese: Piment o Poivron Tedesco : Gemfjsepaprika o Pfeffer Inglese :Pepper Spagnolo. Pimiento 
Il Peperone, in piccole dosi, eccita la secrezione gastrica e quindi la digestione.
TRAPIANTO: in pieno campo si effettua a mano o a macchina dalla fine di febbraio alla prima decade di maggio procedendo dalle zone meridionali al nord d'Italia. Le piantine vengono poste a dimora con la Sa-6' foglia ben sviluppate ed alte circa 15 cm.
INVESTIMENTO: i sesti d'impianto prevedono piante a cm 50-70 tra le file e cm 30-50 sulla fila in modo da raggiungere una densità di 4,5-6,5 piante per m2.
IRRIGAZIONE: si rendono necessari numerosi interventi sia al semenzaio (ogni 3-4 giorni e subito prima di estirpare le piantine da trapiantare) che alla coltura a dimora, iniziando, in questo secondo caso, appena si sono concluse le operazioni di trapianto. Il peperone ha dimostrato di gradire una facile disponibilità di acqua e di temere più le carenze che gli eccessi di umidità , pertanto sono necessari interventi frequenti (ogni 5-6 giorni) in modo tale che la tensione dell'acqua nel terreno superi 0,6 atmosfere.
CLIMA: temperato-caldo.
TERRENO: non presenta esigenze molto speciali. Le migliori produzioni si riscontrano in terreni di medio impasto, sciolti, freschi, ben drenati per impe- dire ristagni d'acqua, profondi, ricchi di sostanza organica.
CONCIMAZIONE- organica interrata con un'aratura profonda 40-50 cm, Dosi orientative di fertilizzanti: letanie 200-500 q per ettaro;
AVVICENDAMENTO: pianta da rinnovo che in pieno campo apre la rotazione.
CONSOCIAZIONE: in pieno campo non viene consociato, mentre a volte la pratica viene attuata nelle superfici limitate degli orti. Si può consociare con carciofo, insalata, finocchi, cavoli o altre specie.
RIPRODUZIONE: per seme.
SEME: inserito in numero elevato nella placenta all'intemo delle bacche, è appiattito, reniforme, giallastro. Gr 100 contengono circa 15.0'00 semi, 1 I di seme pesa 450 gr. Durata della facoltà germinativa 4 anni. Tempo di ger- mogliazione e fuoriuscita della piantula dal terreno 10-15 giorni. Quantità di seme per i m' di semenzaio gr 1,5-2,5. Per semina diretta in campo: a fila continua 4-5 kg per ettaro, a postarella 1,5-2,5 kg per ettaro. SEMINA: varia in relazione all'ambiente. In semenzaio riscaldato in gennaio- febbraio nel meridione; febbraio-marzo nelle zone centro-setientrionali. Il se me viene distribuito a spaglio o meglio a file piuttosto ravvicinate (distanze 5-10 cm) e per un ettaro di coltura sono nece 1ssari 50-80 m' di semenzaio. Anche per questa specie, al fine di evitare la crisi di trapianto, si tende sempre più a seminare in vasetti lasciando una sola pianta per vaso. In pieno campo, anche se la pratica è poco diffusa, si semina in' aprile-maggio, quando cioè non si abbiano a temere ritorni di freddo. li seme in ogni caso va interrato ad 1-2 cm di profondità .
TRAPIANTO: in pieno campo si effettua a mano o a macchina dalla fine di febbraio alla prima decade di maggio procedendo dalle zone meridionali al nord d'Italia. Le piantine vengono poste a dimora con la Sa-6' foglia ben sviluppate ed alte circa 15 cm.
INVESTIMENTO: i sesti d'impianto prevedono piante a cm 50-70 tra le file e cm 30-50 sulla fila in modo da raggiungere una densità di 4,5-6,5 piante per m2.
IRRIGAZIONE: si rendono necessari numerosi interventi sia al semenzaio (ogni 3-4 giorni e subito prima di estirpare le piantine da trapiantare) che alla coltura a dimora, iniziando, in questo secondo caso, appena si sono con- cluse le operazioni di trapianto. Il peperone ha dimostrato di gradire una fa- cile disponibilità di acqua e di temere più le carenze che gli eccessi di umidità , pertanto sono necessari interventi frequenti (ogni 5-6 giorni) in modo tale che la tensione dell'acqua nel terreno superi 0,6 atmosfere. La distribuzione dell'acqua irrigua è bene non effettuarla con modalità e mezzi che prevedono di bagnare l'apparato fogliare in modo da non facilitare il diffondersi di malat- tie fungine.
SCERBATURE e SARCHIATURE: operazioni indispensabili per aerare il terreno eliminando nello stesso tempo anche la eventuale flora infestante. Si effettuano a mano o a macchina oppure, quando lo scopo principale è quello di controllare lo sviluppo delle malerbe, si interviene soltanto con appropriati principi chimici ad azione diserbante. Quelli più frequentemente impiegati nelle diverse epoche sono: pre-semina o pre-trapianto con interramento - trifiuralin, benfiuralin, diphenamid + trifluralin; pre-trapianto senza interramento - díphenamid, benfiuralin, chlorthal dirnethyl, sopropalin, metobromuron, napropamid; post-trapianto - diphenamid, chlorthal dimethyl, metobromuron diphenamid + chlorthal dimethyl; pre-emergenza - diphenamid, metobro- muron. ALTRE
OPERAZIONI COLTURALI: nel caso di semina in semenzaio o in pieno campo, quando le piante hanno raggiunto 5-10 cm di altezza con 2-3 foglie, si procede al diradamento lasciandole alla distanza voluta. Quattro o cinque giorni dopo il trapianto si provvederà a sostituire le piante non attec- chite; successivamente si pratica una rincalzatura e contemporaneamente si distribuisce una prima quota di concime azotato. A volte nelle colture ortive, di pieno campo e/o protette, quando le piante assumono rigoglio vegetativo eccessivo, si procede ad una potatura con la quale si eliminano alcuni germo- gli oltre ad un diradamento dei fiori per consentire un migliore sviluppo delle bacche allegate.
COLTURA PROTETTA: si attua per ottenere prodotto a fine inverno (col- tura forzata) o all'inizio della primavera (coltura anticipata) o nell'autunno- inverno (coltura posticipata). Per tale scopo si impiegano serre con o senza riscaldamento, tunnel di varia forma e dimensione ricoperti con film plastici, saltuariamente dotati di impianto di riscaldamento, campane o cappucci di plastica, frangiventi, ecc. Nelle regioni più calde la semina avviene in settembre-ottobre in vasetti di torba o plastica posti in letto caldo, contenenti una sola pianta e si trapianta in novembre. Passando dal sud al nord d'Italia le epoche di setnina e di trapianto vengono ritardate in dicembre-gennaio e gennaio-marzo rispettivamente. Una pratica agronomica quasi sempre attuata per influire più intensamente nella precocità di produzione è la pacciamatura del terreno a strisce o su tutta la superficie (integrale). Quando le piante han- no raggiunto 50-70 cm di altezza, al fine di sorreggerle ed evitare che si rompano sotto il carico dei frutti, si dispone una coppia di ffli di ferro o plastica paralleli ai lati di ogni fila, distanti 40-50 cm dal suolo. Successivamente, se lo sviluppo vegetatívo della pianta lo richiede, verrà collocata una seconda coppia di fili sovrastante la prima e distanziata di 50-60 cm. Per favorire l'allegagione è opportuno intervenire con trattamenti ormonali ai fiori con prodotti a base di acido betanaftossiacctico (es. Apirenol, Tomafix, Horino 7, Tomatotone, Apiren, Allegan, Tomador, Super tomato set, Precox, ecc.) seguendo attentamente le indicazioni riportate sui contenitori. I sesti di impianto prevedono distanze di cm 60-70 tra le file e sulla fila le piante a cm 30-40 in modo da avere una densità di 4-5 piante per mq. Non deve essere dimenticata la sterilizzazione del terreno.
RACCOLTA: avviene scalannente seguendo due diversi criteri, sia per il prodotto da consumo fresco che per quello da destinare all'industria: a) distacco delle bacche a colorazione verde o bianco-giallo ancora non completamente mature, b) distacco delle bacche a maturazione fisiologica gialla o rossa. Nel primo caso i frutti si raccolgono quando hanno raggiunto dimensioni accette dai mercati, nel secondo quando la colorazione interessa tutta la parte esterna. In questi ultimi anni si sta operando intensamente sul miglioramento genetico di questa specie al fìne di conferire contemporaneità di maturazione e portamento eretto delle bacche, condizioni che permettono di attuare la rac- colta meccanica. Il peperone è presente sui mercati da marzo-aprile fino a novembre-dicembre con quantitativi più o meno rilevanti provenienti all'inizio da colture forzate e successivamente da quelle precoci, di pieno campo e posticipate.
PRODUZIONE: varia da 300-400 q per ettaro di bacche nelle coltivazioni di pieno campo a 400-500 q per quelle in ambiente protetto.
CONSERVAZIONE: in frigorifero a 5-10'C ed umidità relativa 85-90% la conservazione si protrae per alcuni mesi ed anche ]più. Risultati positivi di un certo interesse sì verificano quando le bacche vengono avvolte in sacchetti di plastica muniti di numerosi fori.
AVVERSITA.- oltre a quanto già riportato per Potnodoro e Melanzana si pos- sono ricordare: Crittogame: peronospora dei peperone (Phytophtora capsici), antracnosi dei peperone (Ascochyta capsíci), rnarciume molle dei frutti (Erwinia carotovora), marciume nero delle bacche (Alternaria tenuis). Virosi: virus mosaico dei cetriolo e dei tabacco.
 
 
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